come prepararsi per un colloquio di lavoro -secondo Forbes-

Come ci si prepara per un colloquio di lavoro? E’ meglio mostrarsi spavaldi o timidi e remissivi? Meglio essere propositivi e intraprendenti e cercare di impressionare gli esaminatori dimostrando di conoscere l’azienda ,o fare mille domande per far capire che non si vede l’ora di cominciare.Innanzitutto bisogna sfatare i falsi miti dei colloqui, e Forbes ne ha individuati alcuni:

-Gli esaminatori sono preparati- No,non succede mai,hanno fretta sono pieni di lavoro,tant’è che devono assumere nuovo personale.Non hanno letto ogni virgola dei curricula delle persone che hanno convocato per il colloquio,ma sono stati colpiti da qualcosa.

-Le domande sono preparate- No, nella maggior parte dei casi e la prima domanda è sempre “Raccontami qualcosa di te”.

-Se offrono da bere, meglio accettare- Si e no ,nel senso che per educazione non si può non offrire un caffè o un bicchiere d’acqua a un potenziale futuro collaboratore,ma forse è meglio rifiutare e rimanere concentrati.

-Presentarsi con referenze o altri materiali- No vale solo per mestieri come quello dello scrittore o designer.

-A ogni domanda corrisponde una risposta perfetta- A dire la verità gli esaminatori, nella maggior parte dei casi, sono più interessati a come viene articolata la risposta che al suo contenuto.

-Dare risposte brevissime-Il punto è questo, non bisogna straparlare, ma nemmeno essere troppo avari di dettagli. L’ideale sarebbe riuscire a fornire agli esaminatori informazioni utili per farsi valutare,senza sembrare noiosi ridondanti.

-Le capacità valgono più dell’aspetto fisico- Ci sono numerose ricerche che dimostrano quanto conti l’aspetto fisico,ciò non significa che essere affascinanti paghi,ma che curare l’aspetto e tutti quei dettagli di ordine e sobrietà che contribuiscono a costruire la cosiddetta “bella presenza”si.

-Quando un esaminatore chiede a un candidato”dove ti vedi tra cinque anni”,vuole valutare quanto quest’ultimo sia ambizioso- No quello che vuole sapere è solo se la persona che siede di fronte a loro ha l’entusiasmo necessario per lavorare bene,con soddisfazione, e per un tempo indefinito, nella nuova azienda.

-Vengono sempre assunti i più qualificati- Non sempre, anche la simpatia gioca il suo ruolo.Candidati iper-qualificati che, tuttavia danno l’impressione di poter incrinare l’armonia dell’ufficio, possono essere scartati.